canavese, incontro, libro

Dal Tuchinaggio alla Casa della Pace

Auditorium Liceo “Carlo Botta” di Ivrea

9 ottobre 2018 – ore 17:30

Nasce a Ivrea la “Casa della Pace”

Alessandro BARBERO  “IL TUCHINAGGIO IN CANAVESE”

“TRE SAGGI SUL TUCHINAGGIO IN CANAVESE” di Alessandro BARBERO

Presentazione del volume pubblicato a cura del Rotary Club di Ivrea

UNA RICERCA SUL TUCHINAGGIO

Presentazione degli studenti del Liceo “Carlo Botta”

LA CITTADINANZA E’ INVITATA

Please follow and like us:
canavese, politica

Ivrea: valutazioni sulle votazioni Comunali

A Ivrea è successo ciò che tutti noi, in fondo, pensavamo non potesse accadere mai.
E invece la realtà supera sempre la fantasia.
La parola più inflazionata in questa campagna è stata “cambiamento”. E il cambiamento è inarrestabile, è nelle cose, si sviluppa gradualmente e spesso si palesa in eventi solo apparentemente inattesi.
La sconfitta del centro-sinistra di Ivrea è stata uno di questi.
Se possibile ancor più dura di quella recente del 4 di marzo perché, in questo caso, si tratta di un’amministrazione locale. Tra quelle che, mai prima d’ora, avevano assecondato così evidentemente le dinamiche nazionali.
Maurizio Perinetti è stato un ottimo candidato. Ha saputo ascoltare, includere, unire, mediare. Ha spiegato perché non ha voluto fare l’apparentamento con Comotto e, con grande lucidità, ha ammesso che, forse, se l’avesse fatto, avrebbe vinto.
Il PD ha fatto più del previsto: un buon 27%  che sarebbe stato il 30% con i voti evidentemente – e inutilmente – distratti sulla lista “Ivrea + bella”.
Purtroppo abbiamo incontrato un vento contrario fortissimo.
Questa condizione, tuttavia, non può e non deve essere assunta a giustificazione.
Una sana autocritica è doverosa nei confronti dei nostri elettori.
E lo è ancor più pensando a quel 18% che ha scelto le liste di Comotto e che, insieme a noi, ci avrebbe probabilmente consentito di vincere al primo turno. E invece, seppur molti di loro condividano valori e principi del centro-sinistra, quel 18% ha scelto un progetto diverso.
Perché? Cosa è successo in questi anni?
Troppo autoreferenziali, troppo chiusi, troppo esclusivi.
C’è stato un problema di sintonia con i cittadini, con le loro aspettative, con i loro “banali” problemi quotidiani. Avremmo dovuto ascoltare di più e con più attenzione, anche quelli che non la pensano come noi.
Non ci siamo resi conto di una città che stava cambiando e che oggi scopriamo diversa da come l’avevamo conosciuta o pensavamo di conoscerla.
Queste contraddizioni hanno dato luogo a conflitti enfatizzati e “socializzati” in tempo reale; hanno generato la percezione di un gruppo dirigente concentrato su stesso.
Il cambiamento avveniva, giorno dopo giorno, senza che noi ce ne accorgessimo.
È successo a Ivrea come in altri contesti  in cui il PD è stato al governo, a cominciare da quello nazionale.
Ora dobbiamo mantenere la lucidità necessaria per ricostruire una proposta politica seria che, riaffermando i nostri valori di fondo, sia concreta e rivolta alla città, alle sue attese, ai suoi problemi quotidiani ed alle sue legittime aspirazioni.
Una proposta aperta, inclusiva, ampia,  civica e soprattutto libera da quelle rendite di posizione che diventano fisiologiche quando si sta al potere per tanto tempo.
Una proposta ad un’Ivrea cambiata dove tuttavia, numeri alla mano, i cittadini che hanno cuore e testa da questa parte sono ancora, nonostante tutto,  la maggioranza.

articolo di Alberto AVETTA  Presidente ANCI Piemonte, Consigliere Città Metropolitana

Please follow and like us:
canavese

Ci presentiamo

Perché vogliamo darci un blog con un riferimento territoriale al Canavese?

Perchè è diffuso in tante comunità, anche la nostra, un sentimento di smarrimento, di incertezza, anche di paura. I problemi ci appaiono numerosi e ingovernabili. La loro dimensione e la nostra impotenza ci spingono a ridurre la nostra zona di intervento e a chiuderci in un fortino.
Eppure l’origine di tutti i nostri problemi sta in alcuni elementi che riguardano tutto il pianeta e che racchiudiamo in un unico termine: la globalizzazione.
Sinteticamente possiamo dire che gli Stati hanno assetti istituzionali differenti mentre le relazioni commerciali seguono l’unica filosofia del libero mercato. Le nuove tecnologie informatiche ed elettroniche permettono il predominio della finanza sull’economia reale e sono cambiati quindi i termini della competizione internazionale.
I flussi finanziari si muovono verso Paesi e Continenti precedentemente ignorati e nuove grandi potenze economiche contendono ai Paesi di vecchia industrializzazione il primato della produzione, degli investimenti, del commercio, della ricerca e dell’innovazione e inevitabilmente dell’occupazione. In Occidente declinano l’occupazione industriale e il ceto borghese mentre entrambi crescono, anche impetuosamente, in altre aree del mondo. continua a leggere

Please follow and like us: