cinema, sociale

IL FARO DELLE ORCHE

RUBRICA di cinema, CINEMA: MA CHE “PIZZA”!!!, a cura di Domiziana MAGATON

“IL FARO DELLE ORCHE”

Genere: drammatico
Anno: 2016
Regia: Gerardo Olivares

In questo film ambientato nella splendida, selvaggia e lontana Patagonia, che mi fa tornare in mente “Il mondo alla fine del mondo” di Sepulveda, il dramma dell’autismo è il motivo da cui, per cui e su cui si snoda l’intera storia; eppure non opprime e non rattrista ma, anzi, per tutta la sua durata, infonde nello spettatore una sorta di alito di speranza cui aggrapparsi, sempre, tanto da aspettarsi e augurarsi un imprevedibile lieto fine. Sarà che ci sono le orche a farla da padrone, sarà che i dialoghi sono semplici e non troppo ricercati, sarà che la fotografia è inevitabilmente mozzafiato ma, forse e più di tutto, sarà che in Sud America la malattia è di certo un dramma ma non il solo da cui è afflitto; sta di fatto che, nonostante la gravità del problema, per altro affrontato in molte delle sue sfaccettature, il film fila via liscio, senza esagerazioni nè sceneggiate e lascia in bocca quel tipico retrogusto agrodolce di quando ci si trova a pensare che: sì avrebbe potuto andar meglio ma se poi ti guardi intorno e non ti perdi d’animo ti rendi conto che avrebbe anche potuto andar molto peggio.
E allora tiri fuori le unghie e decidi che la resa non è un’opzione.

Domiziana Magaton vive a Caluso dove è nata l’11 gennaio del 1969. Nel 1989 ha conseguito la maturità scientifica presso il Liceo Piero Martinetti di Caluso. Ha soggiornato a lungo negli Stati Uniti dove nell’ottobre del 1995 ha acquisito il diploma in lingua americana rilasciato dall’Università di Princeton (NJ). 
Presso l’Università di Torino ha seguito diversi corsi di storia del cinema e relative discipline ad esso correlate. 
Da quasi vent’anni è impiegata presso Wind, nota azienda di telecomunicazioni. 
Nel tempo libero si dedica alle sue tre grandi passioni: la scrittura (nel settembre del 2016 ha pubblicato il suo primo libro “Di Alice e dintorni”), il cinema e la pallavolo.

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