politica, sociale

Ivrea elezioni Comunali 2018

Domani Ivrea deciderà chi avrà l’onore di guidarla per i prossimi 5 anni.
La bufera che ha soffiato sulla politica nazionale, travolgendo gli schemi tradizionali di contrapposizione tra centro-destra e centro-sinistra, rende molto incerto l’esito del voto in città.
Qualche sera fa ho assistito al confronto tra i candidati.
Ho ascoltato persone diverse, con idee diverse e programmi in parte sovrapponibili.
Da “addetto” ai lavori ho trovato lampante la differenza tra chi conosce la macchina e chi, al contrario, si sente un po’ spaesato in un mondo – quello della pubblica amministrazione locale – che tende a conservare prassi, modalità e soprattutto tempi spesso incomprensibili ai più.
Ho ascoltato idee interessanti, qualche proposta innovativa e molti slogan da campagna elettorale “4.0” evidentemente irrealizzabili oltreché estranei alla competenza di un’amministrazione comunale.
Ho ascoltato, ripetuto più volte da tutti i candidati, un termine ultimamente assai inflazionato: cambiamento.
Tra le tante definizioni del termine preferisco quella di “trasformazione”.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E’ una legge fisica, il postulato di Lavoisier. Un po’ come il panta rhei di Eraclito: tutto scorre. Il cambiamento è nelle cose – tutto si muove, nulla sta fermo – ma nulla si distrugge.
Ecco, mi soffermerei sul “nulla si distrugge”.
Chi ha, o si propone di assumere responsabilità politiche, ha il dovere di vigilare affinché il cambiamento non “distrugga”.
La domanda di cambiamento deve essere governata, indirizzata verso obiettivi comuni e condivisi e le contraddizioni che porta con sé debbono essere trasformate in energia positiva.
Penso che, mai come oggi, debbano essere cercate e premiate la conoscenza e la competenza: non c’è nulla di più potenzialmente dannoso dell’improvvisazione.
Il nostro futuro va affidato a chi si dimostra scrupoloso e capace di mediare opposte ragioni e proposte; a chi offre una visione chiara e definita degli obiettivi; a chi dimostra in quale direzione intende condurre la propria comunità, verso quale orizzonte strategico.
Il piccolo cabotaggio non è sufficiente: Ivrea ha una storia. E’ storia di impresa e di sindacato illuminata. E’ storia di politici, di imprenditori, di persone che hanno “cambiato” senza distruggere. Donne e uomini che hanno saputo guardare oltre le urgenze quotidiane anticipando il cambiamento e i suoi effetti. Lo hanno saputo governare, orientare.
E lo hanno fatto mettendo a fattor comune competenza, conoscenza ed esperienza.
Nessuno dei protagonisti di questa storia, che oggi sono punti di riferimento strattonati e abusati dalle forze politiche più disparate, era un improvvisato. Tutti avevano sviluppato un percorso, tutti hanno trasformato senza distruggere.
Per queste ragioni penso che Ivrea, per ciò che rappresenta in Canavese e per il suo ruolo evocativo, abbia bisogno di cambiare e, al tempo stesso, di scongiurare l’improvvisazione, la banalizzazione, la superficialità, l’asservimento alla logica del twitt, l’incapacità di rispondere in modo articolato a problemi complessi.
Il confronto tra i candidati ha evidenziato in modo netto chi, tra di loro, ha le idee chiare sulla direzione di marcia, sugli obiettivi strategici e sugli strumenti necessari per raggiungerli.
La conoscenza della macchina amministrativa e la dichiarata disponibilità ad innovare partendo da basi solide sono il modo migliore per interpretare e realizzare quella “trasformazione” cui tutti aspiriamo.
Buona fortuna ad Ivrea e a tutti noi

articolo di Alberto AVETTA  Presidente ANCI Piemonte, Consigliere Città Metropolitana

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